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Agricoltura 4.0 e Iperammortamento: un ritardo che rallenta le imprese

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Agricoltura 4.0 e Iperammortamento: ritardi e risorse insufficienti stanno frenando gli investimenti delle imprese agricole. Ecco cosa sta succedendo e quali incentivi restano disponibili.

La legge di Bilancio 2026 ha reintrodotto l’iperammortamento, misura che ha sostituito Transizione 4.0 e 5.0, prevedendo, invece di un credito d’imposta, una maggiorazione fiscale fino al 180% del costo dei beni strumentali nuovi e degli impianti di autoproduzione. La misura si applica agli investimenti effettuati a partire dall’1 gennaio 2026 al 30 settembre 2028, fino a 2,5 milioni di euro.


L’iperammortamento è partito con un grande ritardo rispetto a quanto prospettato: il decreto attuativo è stato pubblicato il 7 maggio 2026, mentre le istruzioni operative sono state rese note l’11 giugno 2026. Questi ritardi hanno creato una grande incertezza nelle aziende, che non hanno avuto notizie certe riguardo alle tempistiche e alle macchine ammesse al beneficio e, di conseguenza, non hanno potuto o meglio, non hanno rischiato pianificazioni aleatorie. Nel settore agricolo l’impatto di questo ritardo è stato particolarmente rilevante: poiché la maggior parte delle attrezzature prevede un uso stagionale, il ritardo ha di fatto slittare gli investimenti alla stagione successiva; gli ordini sono rimasti in stand-by e le consegne hanno subito forti ritardi.


Il vero nodo che sta creando maggiore difficoltà rimane Agricoltura 4.0. Ad oggi non è ancora stato pubblicato il decreto attuativo né le modalità operative della misura, e aziende, fornitori, concessionari e costruttori sono ancora nell’incertezza più totale. A differenza dell’Iperammortamento, Agricoltura 4.0 prevede un credito d’imposta del 40% del costo di acquisizione di beni nuovi materiali e immateriali inseriti negli allegati IV e V della legge di bilancio, per investimenti anche in leasing e fino a 1 milione di euro effettuati nel periodo compreso tra l’1 gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Le risorse globali disponibili ad oggi indicate sono di 2,1 milioni di euro per ogni anno d’imposta.


Il nostro punto di vista


Noi di Green Solution, lavorando costantemente a fianco delle imprese agricole e dei concessionari, abbiamo notato una grande incertezza che sta bloccando un settore fondamentale del nostro Paese. Se per l’Iperammortamento l’interessamento è stato forte e anche la dotazione finanziaria lo è stata, per Agricoltura 4.0 notiamo invece che la misura risulta assolutamente insufficiente, in quanto 2,1 milioni di euro all’anno per tutto il territorio nazionale, in un settore con costi in salita come quello dell’agricoltura e delle tecnologie associate, soddisferebbero al massimo l’acquisto di qualche macchina. In Italia si contano circa 1.150.000 aziende agricole, di cui almeno il 20% si occupa di allevamento animale, e il nostro Paese risulta essere quello con più macchine agricole in uso in tutta Europa (circa 1,7 milioni di macchine), senza considerare le centinaia di migliaia di macchine in uso nel settore zootecnico. Tutto ciò fa palesemente notare che un fondo da 2,1 milioni di euro è assolutamente sproporzionato rispetto alla presenza di aziende sul territorio e, naturalmente, avendo una potenziale domanda nettamente superiore alle dotazioni, le risorse finirebbero in brevissimo tempo.


Naturalmente rimangono tutti gli altri incentivi disponibili quali:


Nuova Sabatini

Si rivolge a tutti i settori per i beni acquisiti in leasing o con finanziamento e offre un contributo statale volto a ridurre gli interessi. L’aliquota di contributo sul totale dell’investimento è del 7,72% per i beni ordinari e del 10,09% per gli investimenti in tecnologia 4.0 o Green.


Bando ISI INAIL

È rivolto alle aziende per gli investimenti destinati al miglioramento della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. Offre un contributo a fondo perduto fino a 130.000 euro per progetto, coprendo il 65% delle spese ammissibili, che può salire fino all’80% per specifiche categorie.


Ismea Più Impresa

È un’agevolazione dedicata ai giovani tra 18 e 41 anni non compiuti e alle donne che intendono avviare un’azienda agricola. Prevede un contributo a fondo perduto fino al 35% e un mutuo a tasso zero che copre fino al 60%, con investimenti massimi pari a 1,5 milioni di euro.


ZES Unica Agricola

Si rivolge alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che effettuano investimenti in beni strumentali nelle regioni del Mezzogiorno. È un incentivo fiscale sotto forma di credito d’imposta che può raggiungere circa il 60% dell’investimento.


Fiscalità

È una misura dedicata a CD, IAP e giovani agricoltori iscritti alla gestione previdenziale agricola e prevede un’agevolazione IRPEF sui redditi dominicali e agrari. Consente un’esenzione totale dell’IRPEF fino a 10.000 euro e una riduzione del 50% per gli importi compresi tra 10.000 e 15.000 euro.


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