Il DL 38/2026 amplia l’iperammortamento 4.0 con nuovi beni agevolabili e requisiti aggiornati. Ecco chi può accedere, le principali novità tecniche, le esclusioni e le criticità da verificare.
Nuovo iperammortamento 2026: cosa cambia davvero
Il DL 38/2026 riapre retroattivamente gli investimenti agevolabili e aggiorna in profondità i requisiti tecnici dei beni 4.0.
Chi può beneficiarne
Solo imprese con reddito d’impresa e Durc regolare. Restano esclusi professionisti, forfettari, imprese in liquidazione o con sanzioni interdittive ai sensi del Dlgs 231/2001.
Cosa è agevolabile
Tre categorie:
- Beni materiali 4.0 (Allegato IV)
- Software e beni immateriali 4.0 (Allegato V)
- Impianti per autoproduzione da rinnovabili
Tutti devono essere nuovi e, per gli Allegati IV e V, interconnessi. Eliminato il vincolo di produzione UE per i beni 4.0 (resta solo per fotovoltaico autoconsumo).
Novità tecniche
- Allegato IV aggiornato con AGV, sistemi flessibili, HVAC di processo, cyber fisico, meccatronica ad alta efficienza.
- Allegato V potenziato con AI, machine learning, edge computing, realtà estesa, cloud, analytics.
- Stop agevolazione per software SaaS: ammessi solo licenze tradizionali e sistemi on premise.
Criticità operative
- Attenzione allo sfasamento tra entrata in funzione e interconnessione: può compromettere la fruizione.
- Verifica contrattuale essenziale per distinguere software agevolabili da SaaS non ammessi.
In sintesi il nuovo iperammortamento è più ampio, più moderno e più tecnico. Ma richiede verifiche puntuali, soprattutto su interconnessione, contratti software e tempistiche.
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