Transizione 5.0: escluso il cloud, aumentano gli obblighi burocratici e le comunicazioni. Incentivi confermati ma più limitati. Operatività prevista da giugno 2026.
Transizione 5.0: niente cloud e più burocrazia per le imprese
Il decreto attuativo del piano Transizione 5.0 è stato firmato il 4 maggio dal ministro Adolfo Urso e attende gli ultimi passaggi formali prima dell’operatività, prevista entro l’inizio di giugno.
Il piano riguarda gli investimenti effettuati dal 2026 fino a settembre 2028.
L’iter è arrivato in ritardo e questo ha contribuito a bloccare molte decisioni di investimento.
Le modifiche introdotte nell’ultima fase, meno favorevoli per le imprese rispetto alle versioni iniziali, sono state necessarie per chiudere il confronto tra i ministeri.
Fuori i software cloud
Non rientrano tra i beni agevolabili i software utilizzati in cloud con formula in abbonamento.
In precedenza si era ipotizzata la possibilità di includere i canoni, ma l’Economia ha escluso questa opzione.
La scelta riduce fortemente la portata del piano, perché oggi la maggior parte delle soluzioni digitali è basata proprio su servizi cloud.
Di fatto, gli incentivi si concentrano soprattutto sui beni materiali, mentre per il fotovoltaico restano vincoli che orientano verso prodotti più costosi.
Aumentano le comunicazioni obbligatorie
Sale a cinque il numero delle comunicazioni richieste alle imprese, con un ulteriore aggravio burocratico.
La novità dovrebbe riguardare solo gli investimenti dal 2027.
Oltre agli adempimenti già previsti (avvio, acconto minimo del 20% e conclusione), si aggiungono:
- una comunicazione annuale entro il 20 gennaio con i dati sugli investimenti e sull’utilizzo del beneficio
- una seconda entro il 30 giugno con il dettaglio del piano di ammortamento
Tutta la documentazione dovrà essere trasmessa tramite la piattaforma Gse, utilizzando Spid o carta d’identità elettronica.
Restano obbligatorie anche la perizia tecnica e la certificazione delle spese.
Eliminato il vincolo europeo 🇪🇺
Scompare, salvo eccezioni per il fotovoltaico, il requisito del “made in Europe”.
Confermata inoltre la struttura degli incentivi, calcolati su base annuale:
- 180% fino a 2,5 milioni
- 100% fino a 10 milioni
- 50% fino a 20 milioni
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